Scommessa persa!

Dunque, ho perso la scommessa. In compagnia di Aldo sicuramente. Anche Frufru era d’accordo con me o, quanto meno, pronosticava che avrebbe minacciato di andarsene, come fatto in altre trasmissioni. Non solo non se n’è andato ma neanche ha minacciato di farlo. Credo che anche il nostro magnifico e acuto vignettista Cipralex1 fosse della mia idea, quindi lo registro tra coloro che hanno perso. Però, sempre a proposito di Cipralex, aveva avanzato un’ipotesi che, a trasmissione avvenuta, bisogna riconoscere fosse particolarmente “azzeccata”! Cipralex1 nel suo commento affermò che “…se resiste fino alla fine è perchè il copione è stato sottoscritto da entrambe le parti….”. Mai previsione fu più indovinata!

E’ stata una trasmissione “combinata” preventivamente! La prova di questo l’abbiamo avuta alla fine della puntata quando, dopo che il Berlufolle aveva letto la “lettera” con la quale elencava le cause civili e penali a carico di Travaglio, Santoro si era incazzato accusando il Berlufolle “di non aver rispettato i patti”. Il Berlufolle ha confermato l’esistenza di un “patto”, affermando che quella lettera non l’aveva scritta lui ma i suoi scagnozzi e, quindi, non ne conosceva il contenuto.

Bisogna riconoscere, infine, “acuta lungimiranza e capacità critica” a Wally e Corinina che avevano scommesso il contrario. A “bocce ferme”, ha fatto bene Tina a non vederla quella puntata di Servizio Pubblico! Cara Tina, tuttavia, mi sono consolato dopo aver letto il commento di David da Zac, a proposito del “vedere comunque la televisione”! I commenti arrivati dopo la trasmissione, ovviamente, non li considero ai fini della scommessa.

Chiudo nuovamente questo blog a qualsiasi riflessione sul Berlufolle sempre più folle e torno a guardare a quello che accade in questa importante campagna elettorale. A tal proposito, invito a leggere una mia riflessione pubblicata oggi sul nuovo numero di Operaincerta, dal titolo “Una questione di Democrazia“, nella quale provo a guardare al nostro futuro politico, analizzando il recente passato e le condizioni in cui ci troviamo: una situazione, a mio parere, potenzialmente esplosiva.

Non tutti sanno che nel 2012 il numero dei disoccupati è aumentato di circa 600 mila unità e le previsioni per l’anno in corso stimano in altre 246 mila unità, i nuovi disoccupati. Se nel 2012 il numero dei senza lavoro si era attestato a circa 2 milioni e 700 mila unità, il 10,6% della forza lavoro dell’intero Paese, quest’anno dovrebbe arrivare a quota 3 milioni, con un tasso di disoccupazione dell’11,5%.

Ancora: a febbraio dello scorso anno la Banca d’Italia ha diffuso un documento sulla ricchezza e disuguaglianza in Italia, elaborato con dati aggiornati al 2008. In quel rapporto si poteva leggere che nel nostro Paese “…il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede oltre il 40 per cento dell’intero ammontare della ricchezza netta mentre il 10 per cento delle famiglie a più alto reddito detiene il 27 per cento del reddito complessivo…”. Alcune righe dopo, si affermava che secondo stime provvisorie della stessa Banca “… nel 2010 l’indice … sarebbe lievemente cresciuto, presumibilmente a causa degli effetti della grande recessione …”. Riuscite ad immaginare cosa è accaduto, nel frattempo, dal 2010 al 2012? Facile pronosticare che la ricchezza si è sempre più concentrata e la povertà, viceversa, si è diffusa ulteriormente.

Infine: nonostante l’aumento record della pressione fiscale, ad ottobre dello scorso anno il bollettino statistico della Banca d’Italia aveva annunciato che il debito pubblico italiano si era attestato a quota 2.014 miliardi di euro, 65 miliardi in più rispetto ad aprile dello scorso anno e nonostante la politica avesse lasciato spazio, poco più di un anno fa, ad un governo di tecnici a cui aveva demandato la soluzione del problema del nostro debito pubblico.

In queste condizioni ci apprestiamo a votare, nel prossimo mese di febbraio. Verremo “convinti” a colpi di spread, com’è accaduto in Grecia, a votare per coloro che sono graditi ai mercati finanziari oppure riusciremo a cambiare le regole di un gioco che ci sta portando al massacro? La paura sarebbe, comunque, una brutta consigliera.

E chi nomina il berlufolle in questo blog, è un berluscorfano!

 

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Scommessa persa!ultima modifica: 2013-01-14T00:30:00+01:00da bandita58
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12 pensieri su “Scommessa persa!

  1. Il pagliaccio non credo abbia guadagnato granché dalla sua omparsata.
    Ho perso anch’io la scommessa ma appena è giunto il momento di Vauro ha alzato i tacchi e se ne andato con i suoi degni compari.

    Di Gramellini sto leggendo il recente romanzo “Fai bei sogni”. Me l’ha procurato mio figlio.

    Un caro saluto,
    aldo.

  2. Caro Carlo, l’ultima frase di Gramellini e’ la trasposizione su supporto cartaceo della mia idea sin dal novembre 2012.

    Che vi fosse un patto fra la produzione di Servizio Pubblico e l’entourage del viagrino era chiaro anche prima che lo dicesse Santoro.

    Quelli la’ non muovono una pedina se prima non e’ stata contestualizzata in una riunione precedente.

    Hasta
    Zac

  3. Mi pento d’averla vista, quella puntata Ci son cascata insieme a tanti. Smettiamo di parlarne.
    E poi, nell’eventualità ( ma non ci voglio credere) è la volta che emigro anche se son vecchia.

  4. ciao Carlo,
    hai fatto bene a registrarmi fra i perdenti della scommessa. Anche se non l’avevo esplicitamente espresso, era quello che mi aspettavo, dopo le prove combinate a “porta a porta”.
    Siamo stati degli ingenui nel pensare ad una “diretta verità”, quando il bidone a 9 milioni di persone era già stato pianificato.
    Mi sbaglio o della squallida recita si sono indignati più i cittadini dei vari politici?
    Aspettiamo, con distacco, la prossima mossa falsità del bugiardo.

    Vado a Operaincerta. Buona serata. robi

  5. Si, ma fattela bastare come esperienza, non è il caso di flaggellarti.;-))

    Ciao Carlo.
    Indipendentemente dall’impegno che aveo il 10 sera, la mia decisione di non guardarlo era datata al giorno dell’annuncio che sarebbe andato da Santoro.

    C’è un soggetto da tenere d’occhio, Sechi, lo sto seguendo a Piazza Pulita, è più viscido di quanto pensassi, mostra che il professore ha inserito nella sua lista soggetti che sanno come usare le parole e Sechi, da buon direttore de Il Tempo, mostra che lui, l’arte dell’uso delle parole la conosce e bene pure.

    Mi consola che più parla e più voti sposta dal califfo incerato a monti e di conseguenza, scendono le percentuali per entrambi.

    Domani vado a leggere il tuo pezzo.

    Notte buona Carlo ;-))

  6. …azz…che topica, volevo scrivere “flagellarti”, c’è una g di troppo, la prossima volta rileggo ;-))

    Arinotte buona ;-))

  7. Si, ma fattela bastare come esperienza, non è il caso di flagellarti.;-))

    Ciao Carlo.
    Indipendentemente dall’impegno che aveo il 10 sera, la mia decisione di non guardarlo era datata al giorno dell’annuncio che sarebbe andato da Santoro.

    C’è un soggetto da tenere d’occhio, Sechi, lo sto seguendo a Piazza Pulita, è più viscido di quanto pensassi, mostra che il professore ha inserito nella sua lista soggetti che sanno come usare le parole e Sechi, da buon direttore de Il Tempo, mostra che lui, l’arte dell’uso delle parole la conosce e bene pure.

    Mi consola che più parla e più voti sposta dal califfo incerato a monti e di conseguenza, scendono le percentuali per entrambi.

    Domani vado a leggere il tuo pezzo.

    Notte buona Carlo ;-))

  8. Indipendentemente da pregi o difetti della trasmissione e di chi l’ha condotta ne è uscito il desolante quadro-conferma della totale estraneità al mondo reale di quest’uomo che ancora insiste a voler far parte del quadro politico – senza ritegno – come vedi non l’ho nominato! ciao

  9. No, io ero sicuro che sarebbe rimasto, e avrei vinto la scommessa se… avessi scommesso. Con tutta la poca stima che nutro per B. non si può dire che non sia furbo. E non è neanche tanto scemo. Non poteva andarsene via da Santoro, altrimenti avrebbe messo il sigillo sulla sua vigliaccheria. Se n’è andato da altri posti, ma Santoro era troppo importante per rilanciare in qualche modo la sua figura sbiadita e poco credibile. Semmai è Santoro che c’ha rimesso qualche punto. In ogni caso ormai il cavaliere è fritto e non ha molta strada da fare se non quella che porta verso i tribunali. Ciao, Sergio

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