15/01/2009

LAVORARE CON DEI COGLIONI...

copertina.jpgQuando mi trovai tra le mani questo libricino di 180 pagine, pensai ad uno scherzo dei soliti amici burloni i quali, conoscendo bene come la penso su certi colleghi... avevano deciso di prendermi in giro, regalandolo a me!!! Invece, quando iniziai a leggerlo, recentemente... mi si  rivelò il "verbo" divino!!! Più andavo avanti nella lettura, peraltro scorrevole, più i miei pensieri rincorrevano uomini politici, amministratori pubblici e privati, rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura... e, naturalmente, colleghi, capi e capetti di personale conoscenza!!!

Si tratta di un libro edito da Sperling & Kupfer dall'eloquente titolo "Lavorare con dei Coglioni... e riuscire a liberarsene"!!! L'autore è sconosciuto o meglio, ha volutamente mantenuto l'anonimato... per ovvi motivi! Pare sia un esperto internazionale di problematiche dell'imbecillità nell'ambiente di lavoro! Conoscenza sviluppata dopo anni di esperienze sul "campo" che gli consentono, oggi, di indentificare i sintomi del flagello in questione e mapparne le mutazioni genetiche!

Con un'esposizione chiara e divertente, vengono affrontate le problematiche di chi è costretto a lavorare con... "dei coglioni". Considerandoli una piaga sociale che tortura milioni di impiegati, l'autore si propone di fornire gli strumenti per identificare, neutralizzare ed eliminare questi "elementi tossici". Seppur divertente, non è affatto una lettura che non insegni molto!

Uno dei capitoli del libro si occupa della "Psicopatologia del coglione da ufficio" ovvero come riconoscerlo... con metodo psicoanalitico! Dopo una serie di esempi e riflessioni che, ripeto, in alcuni passaggi sono anche molto divertenti, conclude l'excursus psicoanalitico con una definizione di una "patologia" riconducibile al coglione d'ufficio che lascia senza fiato.

Riferendosi ad un soggetto, lo descrive come uno che manifesta "sospetto e diffidenza nei confronti degli altri, ipersensibilità e ipervigilanza. Risposta pronta, quasi sempre sotto forma di scenata, contro tutto ciò che viene percepito come una minaccia. Ricerca eccessiva di ragioni nascoste e significati particolari, anche se per questo deve costruire prove false o pettegolezzi. Soddisfazione nel circondarsi di individui mediocri che hanno il solo scopo di montare dossier sul conto di altre persone, senza mai ascoltarle o sentire le loro ragioni...."

Avete individuato qualcuno di vostra conoscenza che mostri questi sintomi? Ebbene, reggetevi forte perché questa è l'esatta descrizione che la psicoanalasi  dà del "paranoico"! L'autore del libro, nel suggerire i "metodi" per individuare il "coglione da ufficio", fa riferimento anche a questa patologia che non è affatto uno scherzo ma una definizione per "puristi" della psicoanalisi!!!

Quindi, seppur sorridendo leggendo il libro.... c'è poco da scherzare sui suoi contenuti! In un altro capitolo, l'autore suggerisce "come estirpare la piaga dei coglioni da ufficio"!! E, tra le varie proposte... compare la parola che lui definisce "magica": mobbing! Fornendo una serie di esempi su come inserire questa "definizione" in un discorso complesso, l'autore assicura che qualsiasi "coglione da ufficio" al solo sentirla... è assalito dal terrore! Al di là delle assicurazioni dell'autore, tutti noi "impiegati" sappiamo bene cosa significhi "mobbing" e come la legge perseguiti questa "pratica" d'ufficio!!!

Insomma, io consiglio di leggere questo libro... fosse solo per divertimento! So' che non sarà così perché non lo è stato per me. Infatti, terrò bene in vista questa "bibbia" nel mio ufficio... per infierire ancor di più su quelli che già combatto quotidianamente: i coglioni dei miei colleghi!!!!

03/12/2008

LA CATTEDRALE DEL MARE

Falcones.jpgQuando, la scorsa estate, presi in mano questo romanzo di ben 642 pagine, rimasi un poco dubbioso. In genere, i libroni voluminosi mi fanno sempre un brutto effetto. Però ero in ferie e di tempo libero ne avevo a volontà! Quindi iniziai e... fu così avvincente che lo divorai in meno di una settimana. Si tratta di un racconto di Ildefonso Falcones, edito Longanesi, dal titolo "La cattedrale del Mare".

E' un romanzo ricco di storie, personaggi e suspense che ti trascina in un viaggio nel tempo che ha dell'incredibile. E' talmente coinvolgente che sembra quasi di essere spettatori di un film e non "lettori". In più, la ricostruzione storica e geografica dell'epoca in cui è ambientato il romanzo, risulta scorrevole e piacevole.  Sofferenza, riscatto, crudeltà, perfidia, violenza e ipocrisia sono tutti sentimenti, sensazioni e stati d'animo tradotti in questo libro in modo meraviglioso.

E' ambientato nella Barcellona del XIV secolo e, più precisamente, nel quartiere della Ribeira dove si sta costruendo una grandiosa cattedrale: "Santa Maria del Mar". Nella capitale catalana si svolge gran parte della storia e della vita di Arnau, fin quando da bambino seguì il padre, servo fuggiasco in cerca della sospirata libertà. All'ombra delle torri gotiche della "cattedrale del popolo", Arnau lotterà contro fame, ingiustizie e tradimenti, barriere religiose, guerra, peste e commerci ignobili che caratterizzano un'epoca in pieno fermento.

I vecchi istituti feudali stanno crollando, mercanti e banchieri sono sempre più influenti per le sorti della città, ampie battaglie si svolgono per il controllo dei mari e l'Inquisizione minaccia la non facile convivenza tra cristiani, musulmani ed ebrei. Una ricostruzione avvincente e chiara delle luci e delle ombre di un Medioevo, si uniscono ad una storia in cui avventura e sentimento, passione ed umanità contraddistinguono il personaggio principale della stessa: Arnau.

Insomma, io l'ho trovata una storia fantastica, con una trama avvincente e scorrevole che mi ha spinto ad andare avanti, quasi senza sosta, per poter conoscere "la fine" della stessa. Inoltre, per chi ha visto Barcellona e ne è rimasto innamorato... è un magnifico tuffo nella storia di questa città.

09/10/2008

FALCE E CARRELLO

Un altro libro letto molto attentamente nel corso dell'estate passata, è quello scritto da Bernardo Caprotti, dall'eloquente titolo "Falce e Carrello" e sottotitolo "Le mani sulla spesa degli italiani". Edizione Gli Specchi Marsilio. Mi è stato regalato da un amico leggermente tendente a "destra". Anzi, decisamente a destra e anche di quella peggiore: vecchio stampo nostalgico!! Ma non ci posso fare nulla: ho una missione nella vita, salvare i diseredati!!! Quindi mi tengo l'amico... nonostante le accese discussioni (e lui è tre volte me!!!) Anche sul libro abbiamo ampiamente discusso, perché lui l'aveva letto precedentemente e ne stava regalando copie, a decine!! Incredibilmente, ci siamo trovati d'accordo!!!

187 paginette, con una prefazione di Geminello Alvi, economista, giornalista e scrittore, che hanno fatto drizzare i capelli anche a me che, in genere, sparo a zero sia a destra che a sinistra. Bernardo Caprotti è un imprenditore, anzi è l'Imprenditore italiano per eccellenza. E' stato il primo, intorno agli anni 50, a realizzare e diffondere, in Italia, il sistema di vendita tramite la struttura del "supermercato". E' l'attuale proprietario della catena di supermercati "Esselunga".

Alla veneranda età di 81 anni, il Caprotti ha deciso di scrivere questo libro di denuncia che contiene talmente tanti dettagli chiari, documentati e concreti che risulta incredibilmente comprensibile, considerato che si tratta anche di argomenti "economici"!! E' un racconto sul bene e sui troppi mali dell'Italia, riassunti nella grande storia di un'impresa italiana.

L'obiettivo della denuncia è la Coop ovvero il diretto concorrente nel settore supermercati. Una serie di storie e molta documentazione, dimostrano come i tentativi del "gigante" rosso di vincere sul concorrente "Esselunga" si rivelino, invece, parte di un censurabile e neanche poco oscuro piano strategico ben più complesso dove Legacoop, sindacati e Amministrazioni locali di sinistra, manovrano per eliminare la concorrenza dal mercato nazionale.

Nella sua particolareggiata denuncia, dimostra come la politica, attraverso le cooperative della Lega, sia riuscita a mettere le mani anche sulla spesa degli italiani e come quest’insana alleanza, fatta di accordi sottobanco e monopoli nascosti, pesi sul costo degli acquisti alimentari. Infatti, tutto ciò si traduce, non solo in un danno per un'Impresa privata ma, soprattutto, in un danno per il "consumatore" finale.

Infatti, sempre documentando ciò che scrive, il Caprotti dimostra come, nei comuni dove vige l'egemonia Coop, il cittadino-consumatore debba spendere molto più per fare la spesa, rispetto a quel consumatore che può scegliere in quale supermercato andare. Assurdamente, i supermercati "Coop" hanno i prezzi più alti anche in quei pochi posti dove Esselunga o altre catene di distribuzione sono riusciti a mantenere una loro struttura. Prezzi più alti che non corrispondono a qualità migliore.

Insomma, tanti personaggi politici e del mondo imprenditoriale e tanti documenti condensati in un libro che si legge velocemente e lascia... a bocca aperta!!

22/09/2008

GOMORRA

Con questo post, voglio iniziare una nuova "pagina" di questo blog, dedicata ai "libri". Con una precisazione: non mi sento (e non lo sono) un letterato, quindi non si tratterà di una pomposa pagina di "critica" ma, più esattamente (e modestamente), di uno spazio dove potrò raccontare di alcuni libri, da me letti e che mi sono piaciuti al punto da raccomandarli come lettura! Nel corso dell'estate, ho approfittato del tempo libero in più che avevo, per "consumare" quei quattro o cinque libri ammonticchiati che attendevano pazienti la mia attenzione.

Il primo che vorrei suggerire è stato scritto dal giornalista Roberto Saviano. Il titolo è "Gomorra" (editore Mondadori) e qualcuno avrà visto la versione cinematografica dello stesso. Il film, secondo me, seppur scioccante non rende quanto il libro ed il suo contenuto. La lettura, ti trascina in un'incredibile e sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra. Si apre e si chiude nel segno delle merci e del loro ciclo di vita. Inizia con le merci che arrivano nel porto di Napoli in grossi container, sotto forma di abiti griffati, videogiochi o orologi, tutto contraffatto. Merci che, poi, grazie ad una capillare organizzazione, vengono occultate in palazzi che sono stati svuotati del loro contenuto "umano", per essere utilizzati come magazzini, per poi essere diffuse su tutto il territorio nazionale e non solo. Finisce con le merci che da tutt'Italia e anche da qualche altro punto in Europa, arrivano sotto forma di scorie chimiche e fanghi tossici per essere abusivamente sversati nelle campagne della Campania. Terreni trasformati in "discariche" abusive altamente tossiche. Terreni su cui gli stessi boss locali costruiscono le loro sontuose ville, assurdo simbolo del potere e del successo economico raggiunto. E poi, rivelazioni sconvolgenti come quella che dimostra in che modo la "camorra" si sia trasformata, nel tempo, e venga chiamata "sistema": il Sistema, ossia un'organizzazione affaristica con ramificazioni in tutto il pianeta che nasconde la ricchezza prodotta con il sangue e tramite vincenti operazioni finanziarie. Saviano, utilizzando un linguaggio che sembra una via di mezzo tra un'inchiesta giornalistica ed un racconto, documenta in modo chiaro la logica economico-affaristica-espansionistica di famosi clan del napoletano e del casertano. Leggendo questo libro, si è trascinati in un buco senza fondo, dove l'immaginazione difficilmente arriverebbe. Secondo me è un lilbro che, una volta letto, ti lascia un'inquietudine dentro. Particolari sono il primo capitolo "il Porto", dove viene descritta la vita delle merci importate soprattutto dalla Cina ed il loro ciclo di distribuzione. Ma anche l'ultimo capitolo "Terra dei fuochi" dove si parla di "altre" merci. C'è una frase dello scrittore che rende drammaticamente bene l'idea del contenuto di questa parte del libro. Scrive Saviano: "Le campagne del napoletano, sono cartine al tornasole della produzione industriale italiana". E' scioccante scoprire che, oggi, chi grida allo scandalo per certi fenomeni di degrado del Sud Italia, puntando il dito accusatore, è anche chi, nel tempo, ha trasferito tonnellate illegali di rifiuti tossici. Come le regioni "virtuose" dell'Emilia e della Toscana! Ma anche quelle che si autoproclamamo salvatrici della nazione, coma la Lombardia ed il Veneto. Insomma, è un libro che, pur procurando non poco sbigottimento, apre gli occhi e fa comprendere quanto sia importante, come scrivo spesso,  scoprire "le cause" e non sfogare sempre la propria rabbia (e frustrazioni) sugli "effetti"!