Un video speciale

A memoria credo sia la prima volta che non aggiorno questo mio spazio per tanto tempo. Non è disaffezione e nemmeno voglia di scrivere. Infatti quando ho potuto e solamente per leggere, sono passato nei blog che solitamente visito. Piuttosto, è il segno dei tempi che cambiano. In peggio. E’ il tempo, iniziato alcuni anni fa, in cui è necessario lottare per salvare il salvabile, pianificare strategie e perseguirle, resistere alle condizioni avverse e sempre più dure, resistere, resistere e ancora resistere sperando che, alla fine, torni il sereno, la calma, la pace. Siamo in guerra, tanta gente è in guerra anche se molti, la stragrande maggioranza, anche qua in rete, non se n’è accorta oppure ha deciso di vivere nel suo mondo ovattato, virtuale, finto.

Torno in rete con un video ascoltato decine di volte in questi giorni. Non aggiungo alcun commento allo stesso. Indica, però, l’inizio di una nuova fase per questo blog. La politica è deludente e vergognosa ed è vero. Tuttavia, ancor più deludente e vergognoso è chi consente a questa politica di esistere e governare. Già da tempo lo affermo: il male non sono i nostri politicanti e continuare a riempire pagine e pagine dei nostri blog con post che ne denuncino le incapacità o ne difendano le presunte qualità, a seconda di come ci si collochi ideologicamente, è sbagliato. Il problema è altrove.

Per ultimo voglio ringraziare coloro che sono passati lasciando un saluto, pur non avendo trovato aggiornamenti nel blog. Grazie.

Oggi voglio proporre l’ascolto di un video che dura quasi 11 minuti. Un’enormità per chi vaga in rete solo per consumare il tempo libero che ha. Allora ne propongo anche la versione leggibile che, sicuramente, “impegnerà” meno tempo di quello che si ritene “giusto” concedere ad un post.

E’ il discorso fatto da Josè Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay, nel corso del G20 tenuto in Brasile a giugno del 2012. Ripeto, può essere anche letto nella traduzione di seguito riprodotta tuttavia, magari solo per qualche minuto, inviterei ad ascoltare anche il video e ciò che dice dalla sua viva voce, anche se non se ne comprende il significato. In particolare, vorrei che ci si soffermasse a cogliere il tono con cui pronuncia le parole, le pause che dividono un pensiero dal successivo, la gestualità che accompagna le parole.

Ascoltandolo, ho capito alcune cose di questa persona ma, ripeto, per ora non aggiungo alcun commento.

Questo è il video:

Questa la traduzione del discorso:

Autorità presenti di tutte le latitudini e organismi molte grazie, e i nostri ringraziamenti al popolo del Brasile, alla sua signora Presidente e molte grazie alla buona fede che sicuramente hanno manifestato tutti gli oratori che mi hanno preceduto, ed esprimiamo la intima volontà come governanti
di accompagnare tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere.

Senza dubbio ci permettono di farci alcune domande a voce alta: per tutta la sera si è parlato di sviluppo sostenibile, di tirare fuori masse immense dalla povertà. Che cos’è che ci svolazza in testa?

Il modello di sviluppo e di consumo attualmente è quello delle società ricche. Mi domando: cosa succederebbe a questo pianeta se gli Hindù avessero la stessa proporzione di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci resterebbe per poter respirare?

Più chiaramente: il mondo oggi ha gli elementi materiali per rendere possibile che sette, otto miliardi di persone possano avere lo stesso grado di consumo e di spreco che hanno le più opulente società occidentali? Sarà possibile? O dovremo fare un giorno un altro tipo di discussione?

Perché abbiamo creato una civilizzazione, quella in cui siamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza e che ha prodotto un progresso materiale portentoso ed esplosivo. Però quello che era economia di mercato ha creato una società di mercato! E ci ha prodotto questa globalizzazione che significa guardare a tutto il pianeta! Stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione governa noi?

E’ possibile parlare di solidarietà e che siamo tutti uniti, in un’economia basata sulla concorrenza spietata? Fin dove arriva la nostra fratellanza?

Nulla di questo lo dico per negare l’importanza di questo evento, No! E’ per il contrario! La sfida che abbiamo davanti è di una portata di carattere colossale e la grande crisi non è ecologica, è politica!

L’uomo non governa oggi le forze che ha scatenato fino a quando le forze che ha scatenato governano l’uomo e la vita!

Perché non veniamo sul pianeta per svilupparci in termini generali. Veniamo alla vita cercando di essere felici. Perché la vita è corta e ci va via. E nessun bene vale quanto la vita, e questo è elementare. Però se la vita mi va a sfuggire, lavorando e lavorando per consumare un plus, e la società di consumo è il motore! Perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, o si ferma, si ferma l’economia e se si ferma l’economia, è il fantasma della stagnazione per ognuno di noi.

Però questo iper-consumo a sua volta, è quel che sta assalendo il pianeta. E deve generare, questo iper-consumo, cose che durano poco, perché si deve vendere tanto! E una lampadina elettrica non può durare più di 1.000 ore accesa. Ma ci sono lampadine che possono durare 100mila… 200mila ore! Però queste non si possono fare!

Perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare e dobbiamo avere una civilizzazione di uso e smaltimento! E siamo in un circolo vizioso! Questi sono problemi di carattere politico! Che ci stanno dicendo la necessità di iniziare a lottare per un’altra cultura. Non si tratta di regredire all’uomo delle caverne, né di avere un monumento dell’arretratezza.

E’ che non possiamo indefinitivamente continuare a essere governati dal mercato, ma che dobbiamo governare il mercato! Per questo dico che il problema è di carattere politico nel mio umile modo di pensare.

Perché i pensatori antichi definivano, Epicuro… Seneca… gli indios, povero non è chi possiede poco ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto e desidera, e desidera, e desidera sempre più. Questa è una chiave di carattere culturale.

Quindi saluto lo sforzo e gli accordi che si fanno. E lo accompagno, come governante. Perché so che alcune delle cose che sto dicendo stridono.

Però dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua, che la crisi dell’aggressione ambientale non è una causa. La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere!

Perché? Appartengo a un piccolo paese, molto ben dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese ci sono 3 milioni di abitanti poco più, 3 milioni e 200. Però ci sono 13 milioni di vacche delle migliori al mondo! E un 8-10 milioni di ovini stupendi! Il mio paese è esportatore di cibo, di latticini, di carne. E’ una pianura, quasi il 90% del suo territorio è utilizzabile.

I miei compagni lavoratori lottarono molto per le 8 ore di lavoro. E ora stanno ottenendo 6 ore! Però chi ottiene 6 ore ottiene due lavori pertanto lavora più di prima. Perché? Perché deve pagare un mucchio di rate: il motorino che ha comprato, l’automobilina che ha comprato. E paga rate! E paga rate! E quando arrivi a estinguere è un vecchio reumatico come me, e la vita gli va via! E uno si fa questa domanda: è questo il destino della vita umana?

Queste cose sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contro la felicità! Deve essere a favore della felicità umana! Dell’amore! Della terra! Delle relazioni umane! Di prendersi cura dei figli! Di avere amici! Di avere l’elementare! Precisamente!

Perché questo è il tesoro, perché questo è il tesoro più importante che hanno. Quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama: la felicità umana.

Grazie

Un video specialeultima modifica: 2013-11-10T20:05:04+00:00da bandita58
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14 pensieri su “Un video speciale

  1. Il Presidente dell’Uruguay credimi è come un dio in terra. Le sue parole, il modo di esprimersi,i concetti che esprime ti fanno provare una gioia immensa, almeno per me. Se tutti gli altri del G20 gli dessero retta avremo sicuramente un mondo migliore. Ma, ne sono certo, non lo faranno mai.Grazie a te Carlo, di tutto.Un caro saluto,aldo.

  2. Sono nelle tue stesse condizioni. Io, atea convinta e anticlericale, per poter condividere parole altrui devo ascoltare il Papa… e condivido il discorso riportato. Oggi ho letto che a Roma staccano l’acqua al condominio per una bolletta non pagata e senza avvertire e non si sa quale sia la ditta incaricata di farlo, poi si pagano 200 euro per distacco/riattacco. Sento una puzza di bruciato in questo… Di chi ci si può più fidare? Caro Carlo, mala tempora currunt! Ma la cosa peggiore è che abbiamo chinato la testa a tanti soprusi..A presto… spero, Anna

  3. Ma perché? Noi non abbiamo dato e non stiamo dando il nostro contributo a questo “modello di sviluppo”? Non continuiamo a cambiare l’auto ogni 3 o 4 anni o magari anche meno? Non continuiamo a comperare il superfluo, per poi buttarlo nella spazzatura appena ce n’è passata la voglia? Dobbiamo cominciare noi stessi a cambiare tipo di “cultura” sforzandoci di trovare la felicità al di fuori dello shopping sfrenato.

  4. Conoscevo questo video, che suscita un’indubbia profonda impressione per la giustezza delle cose che esprime il presidente uruguayano, e anche per la chiarezza e l’essenzialità con cui le dice. Sono perfettamente d’accordo con Ambra: siamo stati noi (presenti esclusi, ovviamente… 😀 ) a barattare la ricchezza dell’essere con l’avere, facendoci convincere che le due fossero perfettamente intercambiabili. Il risultato è stato catastrofico: ingiustizia, diseguaglianza, sfruttamento, che opprimono e minacciano la sopravvivenza dei popoli meno potenti; ma anche alienazione, insoddisfazione, smarrimento, profonda infelicità che opprime e minaccia la sopravvivenza, se non fisica sicuramente psichica, degli appartenenti alla società occidentale, quella “privilegiata” a scapito dei primi. Perché denunciare questo scompenso non è nemmeno essere autenticamente di sinistra o meno: è, semplicemente, essere ancora semplicemente, integralmente, esseri umani degni di questo nome, forniti di essenziale, elementare buonsenso, capaci di solcare i suoli di questa terra in armonia e rispetto degli individui e delle collettività, contribuendo alla sua promozione, e non alla sua distruzione. Riusciremo a fare, tutti, un cambio di rotta, e a tornare in noi stessi? Non so rispondere. So che siamo drammaticamente vicini ad un punto di rottura: e quanto prima, giocoforza, sarà necessario farci i conti.

  5. purtroppo in questo periodo l’Italia sta passando un gran brutto momento e dovendo stare nel 3% non avrà crescita qualunque provvedimento si tenti di adottare.Avremo l’aumento dei disoccupati, la fuga di altre ditte all’estereo e un impoverimento generalizzato dei cittadini…

  6. Come Zac seguo Pepe fin dal suo avvento in politica, conoscevo il video che hai postato, ma rileggere quel suo discorso mi rilassa, mi dico che in questo sporco mondo non tutti gli animali a due zampe e con l’uso della parola sono feroci.Ciao Carloinsomma, ci siamo stretti la mano anche nel silenzio dei nostri blog, tu riappari postando un UOMO che tutti i popoli vorrebbero a capo dei propri governi, io torno e desidero che il tifone che ha distrutto le Filippine arrivi dalle nostre parti e spazzi via tutta la classe politica e qualche italoidiota di troppo…Non mi passa Carlo, un paese quasi alla fame che non si ribella nel vedere i gatti rissosi per la conservazione del posto di senatore di un pregiudicato per vocazione…La società ha portato i cervelli all’ammasso, non me la spiego diversamente.Buon pomeriggio Carlo Tina

  7. La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo costruito. E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere! – Queste cose sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contro la felicità! – Ho saputo, grazie alla Tv che nel 2013, l’1% dei ricchi italiani hanno aumentato il loro capitale, perchè speculano sul resto della popolazione che al contrario soffre terribilemente la crisi – nella legge dell’interesse chi è ricco lo diviene ancora di più – incredibile ma vero – che contrasto con le tue parole, appena lette – sconsoliamoci a vicenda – ciao

  8. è il discorso (stupendo) che mi mancava per avere la conferma di come niente potrà salvarci dalla progressiva deriva di tutta l’umanità. Penso che solo la volontà di ogni abitante del pianeta nel seguire regole dettate dalla saggezza di uomini come il Presidente dell’Uruguay potrebbe rallentare questa deriva, ma l’egoismo di serie inserito nel genere umano non si adatterebbe mai a rinunce per il bene delle generazioni a venire.Concludo come Loretta: sconsoliamoci a vicenda.Ciao Carlè, buona serata. robi

  9. Ciao Carlissimo,a parte la mostra di Augusto e gli altri eventi di Roma, non mi avevi detto che la città sembra spenta per la scarsa luce rispetto a quella di prima( ci manco da un anno) e per la chiusura di molti negozi .Solo i gatti ho trovato che stessero bene e ben pasciuti.Ma tu che percorsi fai?Certo la crisi morde e a tante cose bisogna rinunciare,ma non mi va di sentire piangersi addosso con i cataclismi che minacciano oltre che per l’impoverimento generale. Su,diamoci una scossa,come se la son data i nostri familiari all’indomani della guerra. Se ricordi poi c’è stato il boom economico.Corinina

  10. Sto litigando con l’esperta informatica al telefono, il grido di AIUTO di Wally mi pare sia collettivo, Robi è stressato e io incazzata, se non ci rendono la vita più facile migro.

    Mi sta facendo incazzare di più perchè continua a diremi che sono io e non la piattaforma a imbranare le cose.

    Se la sta pure ridendo e come ultimo insulto mi dice che non abbiamo elasticità mentale in informatica, non ha capito un cazzo, a me dell’informatica non fotte niente come a lei non fotte niente della storia e dell’archeologia.
    Buona serata ai compragni di sventura
    Tina

  11. troppo complicato per postare un commento, comunque ho visto che hai cambiato look al tuo blog

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