Siamo ultimi

Torno sull’argomento perché pochi giorni fa, in una delle mie sporadiche apparizioni su facebook, la tabella che di seguito ho pubblicato ha catturato la mia attenzione. Due colonne, due lunghi elenchi di Paesi europei e noi, l’Italia, agli ultimi posti. Per la precisione, ultimo posto in un elenco e penultimo posto nell’altro. Propongo quella tabella perché svela in maniera nuda e cruda la realtà che è all’origine di quanto avevo espresso nel mio precedente post, dove definivo un problema quei “…singoli individui con… il sempre più misero bagaglio di cultura di cui dispongono”. Cultura intesa non solo come quantità di conoscenze e di pratiche acquisite nel corso della vita ma anche come capacità di elaborare e sedimentare l’insieme delle stesse, per conquistare quegli elementi essenziali a far evolvere la propria personalità in tutte le sue espressioni. Cultura intesa come arricchimento e ricchezza dell’individuo perché non è vero, come disse un ex ministro dell’economia, che “con la cultura non si mangia”.

cultura, istruzione, conoscenza, ricerca, sviluppo, economia, eurostat, statistica, investimento, crisi, tagli, governo, politica

E’ una tabella che si commenta da sola. L’Italia è all’ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura e al penultimo posto per percentuale di spesa in istruzione. Questa realtà è emersa da uno studio pubblicato da Eurostat nei primi giorni di aprile che analizza e confronta la spesa pubblica nel 2011 tra i vari stati dell’Unione europea. Una realtà che fa immaginare, a ragione, un futuro pessimo. 

Siamo ultimiultima modifica: 2013-04-18T22:41:19+00:00da bandita58
Reposta per primo quest’articolo

12 pensieri su “Siamo ultimi

  1. Scusa Carlo ma il dato sopra parte da un’errore di base!
    Parla di percentuale sulla spesa pubblica!
    sarebbe interessante sapere come sono messi quei paesi con la spesa pubblica e quanto incide per l’Italia su queste percentuali il costo della politica.
    Questo non significa che poi l’Italia non stia veramente investendo poco, probabilmente è così!

  2. @@ PER XPISP @@

    Ciao Stefano. Ho seri dubbi che l’Istituto Statistico dell’Unione europea possa incorrere in errori, considerato che la sua attività è, per l’appunto, elaborare statistiche. Quindi, presumo che abbiano adottato tutti i criteri statistici utili a comparare tra loro le varie realtà dei Paesi presi in esame.

    Maggiori informazioni sulle altre voci di spesa sulla spesa pubblica le puoi trovare anche qua http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/06/eurostat-italia-ultima-per-spesa-destinata-alla-cultura/554033/

    A me interessavano quei due dati e gli effetti pratici di certe decisioni politiche.

    Ciao e buon fine settimana

  3. Ciao Carlo,
    come sempre mi esprimo male e mi faccio capire peggio!
    Non volevo dire che è numericamente sbagliato, ci mancherebbe!!!
    volevo dire che parla di percentuale.
    quindi se l’islanda spende in spesa pubblica 100 e l’Italia 1000 significa che in cultura l’Islanda spende 7,4 mentre l’Italia spende 11!
    volevo solo dire questo, che con le percentuali posso quasi fare come i bilanci delle SpA 😉

  4. Leggendo il tuo post Carlo, più che i numeri della tabella, ciò che mi fà nascere una riflessione, è il ricordo di una frase di mio nonno: “una nazione evoluta si nota dallo stato dell’istruzione pubblica e dalla sanità…”
    Storicamente siamo indietro in ambedue gli ambiti, per cui non posso far altro che essere non solo d’accordo con te, ma anche col pessimismo numerico che si evince dalla tabella che riporti.
    E intanto oggi un altro imprenditore friulano si è tolto la vita a causa dello stato della nostra Repubblica delle banane..

    Usque tandem abiutere patientiam…..

    Non ho più parole Carlo..
    Grazie per il tuo passaggio da me cmq 🙂
    Un abbraccio
    Dolphin

  5. @@ PER XPISP @@

    Allora, Stefano, ti consiglio di lasciar perdere non solo le statistiche ma anche di avventurarti nella preparazione di un bilancio S.p.A. (rido!!!!)

    Stefano, ovviamente non funziona come hai spiegato. E’ chiaro che per mettere a confronto realtà diverse, statisticamente, si dovranno sviluppare parametri statistici che equiparino le diverse realtà di modo da avere un dato che rappresenti uniformemente le stesse.

  6. @@ PER LAST-DOLPHIN @@

    Ciao Dolphin. Tuo nonno era saggio e, infatti, è proprio guardando alla realtà del Paese che ci si rende conto di quanti danni ha fatto una certa politica, demolendo istruzione e sanità pubblica (manco a ricordarlo, a favore del privato).

    Abuseranno ancora e molto della nostra pazienza. Il popolo italiano vive già da tempo senza più alcuna dignità.

  7. E’ vero purtroppo, siamo una barzelletta a livello internazionale. Io mi domando QUANDO la gente si stancherà VERAMENTE?

    La cosa triste di una rivoluzione è che potremmo trovarci poi a dover affrontare un pericolo peggiore di quello destituito.
    Brutti tempi Carlo.. davvero tanto brutti.

  8. Ciao Carlo, basterebbe dire quanto lo stato spende mediamente per ogni cittadino per quel bene(cultura, sanità, ecc)
    quella sarebbe un confronto corretto e indiscutibile.(forse)

  9. Che vergogna. Il terzo mondo siamo noi. E dubito che si riuscirà veramente ad attuare il cambiamento. E come? Guardiamo cosa sta accadendo.

  10. Di questo passo verremo retrocessi dal G8 al G100… e mi chiedo da tempo cosa ci facciamo in quella casta massonica.
    Senza cultura (e ne avremmo da vendere) e senza istruzione adeguata, per forza di cose l’economia ne risentirà… ormai stiamo viaggiando da tempo in quel binario…..
    Buon week end, caro Carlo.
    Imperf

I commenti sono chiusi.