La pensione

Da tempo rinvio l’occasione di approfondire su questo argomento, molto sensibile per tanti lavoratori che hanno visto il loro futuro irrimediabilmente stravolto dalle eque manovre del sobrio governo e, non dimentichiamolo, approvate dal Parlamento tutto che c’è dietro lo stesso, da destra a sinistra passando per il centro. Tuttavia, essendomi accorto che aumentano le vacue affermazioni di emeriti imbecilli che impazzano in rete, convinti di essere divulgatori di “verità” oggettive, credo siano necessari alcuni chiarimenti. Questi signori, ovviamente, plaudono alle eque riforme del sobrio governo, come prima facevano per quelle del Cainano o di canotta celoduro, asserendo che “il lavoratore la pensione deve pagarsela perché altrimenti lo Stato va in bancarotta. Come, infatti, sta andando perché, fino ad oggi, lo Stato ha mantenuto i pensionati“. Le alternative sono due: un’imbecille o lo educhi oppure lo abbatti. Un’imbecille adulto, secondo me va abbattuto. Stavolta faccio un’eccezione!

Da quando esiste il mondo civile e democratico, poco per la verità e non per merito nostro, il pensionato non ha mai pagato per intero la sua pensione. Il suo ammontare è costituito in questo modo: quota parte se la paga l’interessato grazie ad una parte dei contributi versati nel corso della vita lavorativa che, ovviamente, hanno prodotto un capitale; una quota significativa la paga il lavoratore che subentra al posto del pensionato; infine, una quota la paga lo Stato. Questo sistema, è l’espressione del “tipo” di Stato in cui viviamo e della Costituzione che abbiamo. Molti ne ignorano i contenuti e non sanno che, la stessa, fa prevalere l’interesse generale su quello particolare, privatistico. E’ il così detto princìpio lavorista che, peraltro, è il primo (leggere art. 1 della Costituzione) dei 5 princìpi su cui si basa la nostra Costituzione.

Questo sistema, ha funzionato e funzionerebbe ancora se qualcuno, tempo fa, non si fosse messo in testa che il nostro futuro è il “mercato globalizzato“. Questo “sistema” economico, ha messo in competizione paesi “civili e democratici” con paesi che sono ancora lontani dall’esserlo. Il mercato globalizzato è stata l’occasione (meglio dire lo strumento) per stravolgere il nostro “civile e democratico” mondo, legiferando per il profitto di alcuni (interesse privatistico) e per comprimere garanzie e tutele ad altri (interesse generale). Garanzie e tutele sono un costo che va ad incidere sui profitti e chi persegue quest’ultimo, grazie al mercato globalizzato fa come coloro che vanno in Cina ad aprire fabbriche (chiudendole da noi) perché i lavoratori non hanno “garanzie e tutele” e, quindi, costano meno. Meno costi, maggiori profitti.

Per “concorrere” con quei paesi, abbiamo dato la prima mazzata alla nostra “democrazia e civiltà” con la precarizzazione esasperata del lavoro che, in sostanza, per il lavoratore ha significato l’assenza di coperture assicurative, di sicurezza sociale, di diritti, di meccanismi di anzianità, di Tfr e di trattamento previdenziale. Tutto questo, si è tradotto in meno lavoratori in grado di versare contributi, anche previdenziali, quelli che servivano per pagare la pensione ai lavoratori pensionati. Conseguentemente, lo Stato ha dovuto aumentare la sua “quota” di partecipazione.

Siccome questo fenomeno è costante e non accenna a diminuire, nonostante la truffa della “riforma per il futuro dei giovani” di nostra signora la ministra che piange, i lavoratori di oggi dovranno andare in pensione avendo già un piede nella fossa mentre i pensionati di oggi vedranno le loro pensioni ridursi, fino a fare la fame (a parte i soliti privilegiati). I giovani? Continueranno a non essere garantiti e tutelati fino alla morte. Aggiungerei che, grazie ai celoduristi legaioli ed ai berluscones, le dissennate politiche dell’ultimo ventennio contro i migranti hanno sottratto manodopera al lavoro “regolare” (che significa  anche versamento di contributi), confinando gli stessi nella perversa spirale del lavoro nero e dello sfruttamento. Altri diritti e garanzie negate, profitto assicurato per pochi e vantaggi persi per tanti.

Il problema non è lo Stato che paga ma un “sistema” completamente sbagliato che insistiamo nel mantenere in vita e che, alcuni, vedono come l’unico possibile. Precarizzare per globalizzare è un suicidio. Globalizzare senza giocare le stesse regole è un suicidio. Insistere su questa strada è un suicidio. Pensare che il problema siano le pensioni ed i pensionati… non è un suicidio, è da emeriti imbecilli.

Alla “precarizzazione” sempre più selvaggia del mondo del lavoro hanno concorso tutti. Lo stesso Cainano che oggi fa finta di non sopportare le riforme del sobrio, ha demolito le garanzie e le tutele giurisdizionali con la legge 148 del 14.09.2011 che, di fatto, ha sottratto alla legge la dignità e la tutela dei lavoratori per demandarla ai rapporti di forza tra soggetti privati i quali, come ha dimostrato la Fiat di Sergio Marchionne, hanno facoltà di dettare regole in deroga alle leggi dello Stato, quelle stesse leggi espressione del princìpio lavorista contenuto nella nostra Costituzione (interesse generale e limite a quello privatistico). Tutto questo, in nome del profitto di pochi.

Il governo dei sobri, di suo, ha dato un’ulteriore mazzata al mondo del lavoro con la legge 5 del 4 aprile 2012 che, di fatto, ha soppresso o ridotto i controlli per la sicurezza sul lavoro, altro costo che incide sui profitti, introducendo il ridicolo princìpio di “collaborazione amichevole” con i soggetti controllati, al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità. Sostanzialmente, ha depotenziato i controlli per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Altro profitto a vantaggio di pochi.

Oggi infine, sempre grazie al sobrio governo, assistiamo all’ultimo atto di un attacco inaudito al mondo dei lavoratori con la “riforma del mercato del lavoro” di nostra signora il ministro che piange. Si, la stessa che afferma che “il lavoro non è un diritto”. Una riforma che mina, nelle fondamenta, lo Statuto dei Lavoratori e che aumenta, comprimendo le garanzie, la flessibilità in entrata ed in uscita dal mondo del lavoro. Il ministro che vuole abrogare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori sa bene che, lo stesso, rappresenta la norma che tiene in piedi l’intero edificio dei diritti dei lavoratori, perché contiene la “sanzione” che tutela gli stessi. Abrogare quell’articolo (ma anche stravolgerlo), significa ridurre lo Statuto dei Lavoratori ad un’inutile pezzo di carta.

Tutto questo, è all’origine dell’anomalia delle pensioni. Manca una forza lavoro stabile e duratura ma, soprattutto, che detiene diritti e garanzie. Mancanza voluta e provocata, grazie alla globalizzazione dei mercati.

Questo, per gli emeriti imbecilli (tanto, lo so che passate di qua ma non commentate!!!)

Una cosina, però, vorrei dirla anche ai lavoratori ed ai giovani che, prima o poi, si affacceranno al mondo del lavoro. Ci stiamo facendo fottere, senza reagire! Sappiate che è peggio degli emeriti imbecilli che girano in rete!

La pensioneultima modifica: 2012-07-12T23:16:11+00:00da bandita58
Reposta per primo quest’articolo

15 pensieri su “La pensione

  1. Prima di crepare per i miei guai fisici non vorrei lasciare questa terra
    a causa della fame per la riduzione della mia bassa pensione.
    E gli “emeriuti imbecilli” si mettano in testa che i problemi non sono le pemsioni e i pensionati “normali” ma quelli che godono di vitalizi, pivilegi e amenità del genere. Vedi politici a tutti i livelli del presente, del passato e purtroppo anche del futuro.

  2. Questi geni dell’economia non hanno capito che se uno non prende abbastanza soldi – che sia lavoratore o pensionato – non spende abbastanza soldi per far girare il business.

  3. Mi sembra avessi lasciato un commento oggi pomeriggio. Mah! Oramai sono abbastanza rassegnata alle bizze di blogger.
    In ogni modo sono ripassata di qui per augurarti anch’io buon fine settimana.

  4. Ciao,ricambio il saluto augurando a mia volta che il fine settimana sia portatore di tregua e di riflessione.
    Ho sempre capito le manovre del soggetto incriminato che vuole tornare a primeggiare ,cambiando semplicemente il look. Nessun dubbio che sia un guastatore. Con i suoi sondaggi crede d’essersi attestato al 30 per cento dell’elettorato ,suscettibile di crescita,il che vuol dire una sola cosa: che il 30 per cento e passa di elettori è disponibile a farsi comprare,perchè mi rifiuto di pensare che siano senza cervello.Non è solo la sinistra ad essere confusa e lenta.L’Italia ora si deve misurare con l’Europa ed i suoi nemici sono numerosi pure in essa, come il declassamento di ieri ha messo in luce ,non solo al suo interno.
    Siamo tra due fuochi: uno pseudo amico e l’altro nemico. Non c’è proprio da stare allegri.
    Corinina

  5. ciao Carlo,
    ho letto il tuo “grandioso” articolo su Operaincerta e ti faccio veramente molti complimenti per tutte le analisi dettagliate che hai fatto sull’argomento. Grazie per aver ospitato ancora la mia ironia.
    Tramite outlook non sono riuscito a spedire il commento verso la redazione di Operaincerta, ma è un problema che ho da sempre e non riesco a risolvere.

    Ti auguro una stupenda domenica. robi

  6. a parte il fatto che questo governo ha fatto in modo che in pensione non ci vada più nessuno, cercherà di affamare quelli che già ci sono nella speranza che prima o poi muoiao o di fame o di vecchiaia risparmiando un bel pò di soldi.

  7. A me la cosa che sta più sulle palle è che le “riforme” del sobrio governo sono approvate anche da un partito che è figlio del Partito Comunista Italiano e che tuttora si definisce di centrosinistra. Probabilmente Gramsci e Berlinguer si stanno rivoltando nella tomba.
    Per Cipralex: la mail di Operaincerta è redazione@operaincerta.it

  8. Il sobrio governo che si è insediato all’insegna dell’equità non ha fatto altro che ampliare le fasce di povertà e favorire i ricchi…hai ragione e hai spiegato chiaramente il meccanismo ma chi non vuol sentire…
    Ci ridurranno ad elemosinare…

  9. Bongiorno Carlo e buon fine settimana.
    In questi ultimi tempi s’è capito che andiamo verso la bancarotta e che tutti i tentativi sono inutili ,perche i nostri sono confusi e divisi.
    Credo che su questo blog sarebbe opportuno cominciare a discutere come fare ad eliminare alcuni danni e con quali strategie.
    Corinina

  10. Caro Carlo, hai perfettamente ragione nella tua analisi, aggiungerei solo che vi sono altri elementi di squilibrio che hanno contribuito a generare l’allarme pensione e la riforma della Madonna Piangente di Torino. In primis, l’aumento dell’assistenzialismo, spesso fasullo, utilizzato da molte industrie e aziende per far cassa ed a carico dell’Inps. L’assistenza non può essere mischiata alla Previdenza. Poi le pensioni pagate a Dirigenti, Commercianti, Coltivatori Diretti, i cui fondi pensione a fronte di ricavi x 10, pagano pensioni x 100. Negli anni 70 furono regalate 4 milioni di pensioni ad agricoltori che non avevano mai pagato una lira di contributi. Poi ci sono circa 7 milioni di integrazioni al minimo di pensioni di gente che risulterebbe aver versato pochi contributi o nn sufficienti a maturare una pensione minima, che cioè viene integrata dallo Stato. Poi tutti i trattamenti pensionistici agevolati, tipo le forze dell’ordine che vanno in pensione a 50 anni, ai quali regalano un anno di contributi ogni 5, in alcuni casi anche 1 ogni 3 anche se hanno lavorato tutta la vita in ufficio dalle 8 alle 14. Ne conosco tanti e più giovani di me e con meno lavoro, sono già in pensione. Poi tutti i politici, i loro vitalizi assurdi, le 100.000 pensioni di importo superiore ai 20.000€ netti al mese, le pensioni regalate ad extracomunitari ultra sessantacinquenni venuti in Italia con il ricongiungimento familiare e poi ritornati nel loro Paese con la nostra pensione( solo qui a Cuneo ne hanno scoperti oltre 100 qualche mese fa) e via dicendo, tutto insieme ha contribuito a far si che emeriti imbecilli, generalizzando, attribuiscano problemi di cassa, che non esistono e li scaricano sui pochi che lavorando veramente, oggi hanno perso ogni speranza in un futuro con pensione serena e meritata. Come me ad esempio, che con 37 anni di contributi reali, mi hanno spostato la pensione di altri 8 anni, maledetti!!!!
    Poi ricorda una cosa, la firma sotto la riforma l’ha messa la Fornero, ma il testo ha altri padri, Ichino e Cazzola in primis. Io per questa cosa da mesi non riesco più a dormire la notte. Ciao

I commenti sono chiusi.