23/01/2012

Come siamo diventati

La tragedia accaduta davanti all'Isola del Giglio, suscita un senso di infinita tristezza. Non mi riferisco, tuttavia, al sentimento di pietà per le vittime, una manifestazione di sensibilità che dovrebbe essere naturale, spontanea, inevitabile davanti alla morte di un essere umano. Mi riferisco ad una sensazione che nasce da una riflessione più profonda su quanto accaduto. Solo marginalmente, vorrei accennare anche alla necessità di meditare sui nostri usi e costumi in fatto di "vacanza". E' vero che i gusti non si discutono ma, quanto meno, bisognerebbe domandarsi che senso ha vivere in uno spazio limitato, seppur ampio come quello di una supernave da crociera, a stretto contatto con altre 3.999 persone il cui tempo è scandito, per alcuni dalla giocondità artificiosa e dal desiderio indotto, per altri da ritmi di lavoro estenuanti e mal pagati.

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16/01/2012

Dedicato a noi

Questa vignetta, rappresenta una delle tante "campagne" di protesta che girano in rete, piazza virtuale viva, prolifica e rumorosa. Salvo, poi, vedere le piazze reali, quelle del nostro Paese, desolatamente vuote e tristi, semmai percorse da greggi frettolose, assenti, alienate, carne da macello. La dedico a tutti noi, quelli che ancora confidavano che in questo nostro Paese fosse possibile cambiare il corso degli eventi con gli strumenti messi a disposizione dalla Democrazia. La Democrazia non esiste più da un pezzo e, anche se odio l'assunto che recita "io l'avevo detto", mi consola pensare che lanciai l'allarme in tempi non sospetti, travolto dai commenti critici degli amici simpatizzanti di centrodestra, di destra e non si sa bene di cos'altro. Amici oggi silenziosi, scomparsi o "migrati" in altri luoghi virtuali.

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12/01/2012

Sono Tutankhamon

Da quando esiste il governo dei "sobri" assisto a cose incredibili complice, forse, la gioia per un presunto tramonto dell'era berlusconiana e di tutto ciò che rappresentava. Ho notato una diffusa indulgenza sull'operato dello stesso e un'inspiegabile assensa di senso critico. Per esempio, tra i motivi dell'opposizione a Berlusconi, c'era il rifiuto ad essere governati da un presidente del consiglio ed ex imprenditore che voleva trasformare il Paese nella sua azienda ed il Parlamento nel suo consiglio di amministrazione. Peraltro, tra un festino e l'altro tra una barzelletta e l'altra, c'era riuscito perfettamente, coglionando gran parte del Paese a suon di spot pubblicitari, comprando con poltrone ed incarichi i parlamentari che dovevano sostenere la "sua" maggioranza e facendo lavorare Camera e Senato per i suoi interessi, soprattutto legati a problemi con la giustizia.

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09/01/2012

Un degno antagonista

Finalmente le feste sono finite e il Paese torna alla realtà, quella rimasta immutata durante la cena di natale o i brindisi per il nuovo anno. La realtà che ci accompagna anche quando il Paese, come solitamente sa fare, si culla tra illusioni e si nutre di speranze. Si torna alla realtà, quella di un anno di sacrifici e di rinunce cui seguiranno altri anni di sacrifici e di rinunce. Più o meno, per il prossimo triennio. Sono convinto che in pochi hanno compreso la reale portata di quello che ci attende, complice la mancanza di memoria che da sempre caratterizza gli italiani, insieme all'immancabile rassegnazione che segue ogni evento che accade nel Paese. Comprese le finanziarie di "lacrime e sangue".

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04/01/2012

Ora ditemi, sinceramente

La buona notizia è che il Grande Fratello, quella pseudo trasmissione dove, complice il vouyerismo malato degli italioti, viene messa in scena una gioventù che è una via di mezzo tra il volgare ed il vuoto intellettuale totale, pare stia esalando l'ultimo respiro. La forma dubitativa è d'obbligo perché al proliferare italiota non c'è mai fine! Tuttavia, ci sono buone speranze e se dovesse accadere, forse a marzo del prossimo anno, sarebbe una festa al pari di quella manifestata per la caduta del Cainano. Qualche milione di cervelli sottratti al rimbambimento da tubo catodico, se non si suicidano prima, evento comunque auspicabile e da festeggiare, sarebbero una buona risorsa per il Paese.

La cattiva notizia, invece, è che nell'ascoltare il discorso di fine anno rivolto alla stampa, pronunciato dal Presidente del Consiglio, ho avuto un mancamento. Non fraintendetemi: il discorso nella sua interezza, vuota di significative indicazioni su cosa sarà l'annunciata "fase II" dell'azione del governo dei sobri, non ha provocato emozioni tali da farmi svenire. Tuttavia, è accaduto che nel momento in cui il nostro sobrio Presidente ha accennato ad una prossima riforma del mercato del lavoro, definendola "equa", io sono svenuto! C'è voluta una buona mezz'ora, sniffando aceto, per riprendermi. Il dottore, subito interpellato, ha diagnosticato un'idiosincrasia acuta per il termine "equo". Ho sviluppato un'eccessiva sensibilità allo stesso che causa violente reazioni. Scatta in me un'associazione strana: il termine "equo" mi suona come "uccelli senza zucchero". Traducete a vostro piacimento!

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